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Risparmiare dalla bolletta energetica aziendale non dipende solo dalla tariffa

Spesso quando si parla di risparmiare sulla bolletta energetica aziendale, siamo abituati a pensare alla spasmodica ricerca di una tariffa conveniente, il prezzo bloccato per 1 o 2 anni, e magari un commerciale che viene a farci visita per concordare con noi una tariffa scontata su misura. Questo almeno è quello che accade se la nostra azienda consuma molta energia nei suoi processi produttivi e se lasciamo il compito di ridurre i costi totalmente in mano alla contabilità.

C’è in realtà una voce di spesa molto grande all’interno del bilancio aziendale, che dipende dalle spese per inefficienza dell’impianto, che spesso e volentieri viene ignorata da tutti. L’energia (tipicamente gas) in molti processi produttivi è a tutti gli effetti una materia prima e come tale va trattata: se nella vostra cucina di casa non vi sognereste mai di prendere 10 fragole, buttarne 4 buone e dolci nel cestino e mangiare solo le altre 6, non si capisce perché dovremmo comportarci diversamente con l’energia che usiamo in azienda.

Le aziende non sono tutte uguali

Se il risparmio energetico relativo al riscaldamento dei locali ha un grande peso negli uffici in cui si produce unicamente lavoro da scrivania, in un impianto di produzione che utilizza caldaie ed impianti ad olio diatermico è la caldaia in primis, poi il circuito e l’olio diatermico stesso ad essere il cuore pulsante dell’impresa. Nonchéè risulta essere anche il suo tallone d’Achille quando il sistema risulta largamente inefficiente.

Il punto chiave che frena tanti imprenditori dal manutenere un impianto ad olio diatermico non è la sua complessità, quanto la scarsa possibilità di comprendere se e dove ha senso fare manutenzione. Perché un impianto perde efficienza? È colpa della caldaia che ha uno scambiatore sporco? Oppure le tubazioni sono mal coibentate? O si tratta dell’olio che è esausto, o peggio ancora infiltrato con morchie e gas?

Nell’ultimo caso poi, il dilemma è ancora più complesso: è possibile recuperare l’olio rigenerandolo oppure va cambiato?

Cosa fare

Per comprendere quale sia la scelta migliore da effettuare non ci si può più basare sull’intuito, poiché l’intuito non è in grado di misurare con precisione parametri chimici e poiché spesso le cause sommandosi fra loro tendono a nascondersi.

La procedura che consigliamo di fare quindi è quella di chiamare un’azienda specializzata in manutenzione per olio diatermico e richiedere, in prima istanza, delle analisi accurate dell’olio stesso. Analisi di laboratorio accurate infatti possono estrapolare i parametri dell’olio e capire se è ancora efficiente nel ciclo termico o se presenta una isteresi troppo ampia.
L’analisi qualitativa fatta sul posto poi stabilisce immediatamente se l’olio presenta morchie e gas che eventualmente vanno rimossi con appositi macchinari.

A seguito dei primi interventi si può effettuare un calcolo matematico (non semplice a dire il vero, ma altrettanto necessario) per bilanciare da un lato il costo dell’intervento di rigenerazione dell’olio corrente con additivi e dall’altro la sostituzione (completa o parziale) dell’olio dell’impianto. E con un impianto da 10.000 litri che va 24/7 questo conto vale oro! Se infatti la rigenerazione dell’olio con appositi additivi può portare a ripristinare una buona efficienza dell’olio, non ha senso pensare di sostituire questa imponente mole di olio: sarebbe un vero spreco!

Al contempo, se invece il ripristino dell’olio può migliorare l’efficienza solo di qualche punto percentuale, si rischia di non recuperare mai il costo dell’intervento e di fatto si va a continuare a sprecare troppa energia.

Diamo due numeri

Per un impianto di dimensioni medie che lavora 24/7, il risparmio annuale sulla materia energia dovuto a un semplice ripristino dell’olio e ad una accurata pulizia dell’impianto si aggira intorno ai 20.000€/anno. Per un analogo impianto di dimensioni appena superiori il risparmio varia da 50.000€ a 100.000€ all’anno!

Si capisce facilmente come un intervento di poche migliaia di euro sia una briciola rispetto all’enorme risparmio che ne scaturisce.

Anche l’ambiente ringrazia

Un’ultima nota: è vero che l’azienda risparmierà decine di migliaia di euro, ma anche l’ambiente ne gioverà da questo intervento e il benessere dei dipendenti e delle persone che abitano nella zona in cui sorge il sito industriale ne guadagnerebbe enormemente. Per questo motivo interventi come quelli di efficientamento dell’impianto a olio diatermico sono amici dell’ambiente e delle comunità e, se comunicati adeguatamente, possono migliorare anche la reputazione dell’azienda che li mette in pratica.

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